IL CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE (CPB), introdotto dal D.lgs. n. 13/2024, è uno strumento che permette a imprese e professionisti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per due anni, ottenendo stabilità fiscale e minori controlli.
Al verificarsi di comportamenti scarsamente affidabili del contribuente, il concordato può decadere e cesserà di produrre il suo effetto per entrambe i periodi di imposta.
IL CONCORDATO PUÒ DECADERE IN ALCUNE SITUAZIONI SPECIFICHE
A fronte di accertamenti fiscali rilevanti
Attività non dichiarate o passività inesistenti per oltre il 30% dei ricavi.
Violazioni fiscali “non lievi “quali: reati tributari, comunicazioni dati ISA non corretti al fine di determinare un redito minore, omessa dichiarazione ai fini delle imposte, mancata o infedele memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi e degli scontrini o ricevute fiscali, omessa installazione o manomissione dei misuratori fiscali.
Modifica delle dichiarazioni fiscali
Se il contribuente presenta una dichiarazione integrativa che altera in modo significativo i dati economici su cui si basava l’accordo iniziale.
La prassi ammette una soglia del 30% di scostamento: se superata, il CPB non è più valido.
Omesso pagamento delle somme dovute
La mancata corresponsione delle somme previste dal concordato entro i termini (60 giorni dalla comunicazione dell’Agenzia) determina la decadenza automatica.
Il legislatore, però, non distingue tra omissioni dovute a colpa o a cause di forza maggiore, creando così una rigidità che può penalizzare anche contribuenti in buona fede.
Riduzione del reddito per cause eccezionali
Il contribuente può uscire dal concordato se, dopo la sua adesione, si verificano circostanze eccezionali che riducono il reddito di oltre il 30% rispetto a quello concordato.
Tuttavia, la normativa riconosce solo alcuni eventi (come calamità naturali o danneggiamenti ai locali), escludendo situazioni comuni come perdita di clienti, malattie o crisi di mercato, rendendo l’istituto potenzialmente penalizzante.
In tutti questi casi l’Agenzia può riattivare i normali poteri di accertamento e applicare il regime fiscale ordinario.
EFFETTI della DECADENZA
La decadenza dal CPB determina le seguenti conseguenze:
- benefici accordati verranno annullati
- ravvedimenti speciali verranno annullati
- resteranno dovute le imposte e i contributi determinati tenendo conto del reddito concordato se maggiore di quello effettivamente conseguito
Il CPB comporta dunque rischi di decadenza in caso di irregolarità, modifiche contabili o eventi imprevisti non riconosciuti dalla legge. È quindi fondamentale valutare con attenzione la propria posizione e mantenere un dialogo costante con il proprio commercialista